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lettera di montervino a noi tifosi

di "Moui"
il Tue, 1 Sep 2009 12:24:56 +0200
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"Cara Napoli, resti per sempre nel mio cuore. E nella mia vita. Non sono 
parole scontate, chi mi conosce sa che non mi appartengono, ma que­sto è 
solo un modo semplice e affet­tuoso per ringraziare una città che mi ha dato 
tutto, alla quale io stesso di più non avrei potuto dare. In termini di 
impegno, abnegazione, forza e ca­rattere. Essere il capitano di una squa­dra 
ripartita da zero e tornata in serie A mi ha riempito di orgoglio, mi ha 
re­stituito dignità di calciatore, ma so­prattutto di uomo. Sì, perché le 
testi­monianze di affetto che ho avuto in questi anni hanno riempito le mie 
giornate, hanno arricchito la mia ani­ma. Hanno fatto parte di me e della 
mia famiglia. Grazie Napoli, perché sei stata un'esperienza unica. 
Ricomincio non troppo distante da te, metterò al servizio della Salernita­na 
la grinta e l'esperienza che ho matu­rato qui in questi anni. Lo devo a 
Fa­bio Brini e ai vertici della società gra­nata che mi hanno voluto a tutti 
i co­sti, hanno avuto grande fiducia in me. Quando Brini, l'anno scorso, 
ebbe con me un timido approccio, lo abbracciai - siamo amici e tra di noi 
c'è stima - . Non immaginavo di lasciare Napoli. Le cose cambiano, però. 
Bisogna anche saper voltare pagina. L'entusia­smo non mi manca, anzi. So­no 
felice di cominciare l'av­ventura a Salerno. Di contri­buire a rafforzare 
gli obiettivi di un club, che ha comincia­to in salita il campionato. 
Na­poli resta la mia casa, perché oggi sono un calciatore e an­che un papà. 
La mia bimba va a scuola, ha un equilibrio e non vorrei, in questa fase, 
crearle problemi. Salerno sa­rà la mia maglia. La mia se­conda pelle, così 
come è sta­ta quella del Napoli. Forse non sarà immediato, ma cer­cherò di 
instaurare un buon feeling con i tifosi della Saler­nitana, che so che mi 
stanno aspettando. Quello avuto con i tifosi del Napoli è stato uni­co. 
Salerno e Napoli due città vicine, due città di mare. Gra­zie all'una, ma 
anche grazie all'altra. Grazie Salerno per la stima che ho sentito di avere, 
per la forza che mi hai dato, e perché hai creduto in me. La bandiera del 
Napoli resta un trofeo meraviglioso, ma il matrimonio con il club era 
fi­nito. Non dava più nulla né a me, né a loro. Ricomincio, con uguale 
entusiasmo. Con la grinta che mi appartiene. E con l'emozione che sento ogni 
volta che scendo in cam­po. E' un'occasione importan­te, una chance che mi 
onora".

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