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Irregolarità fiscali - miaeconomia
di "Bigmeme"
il Tue, 19 Dec 2006 14:30:37 +0100
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Irregolarità fiscali
(16/10/2006)
Dalle statistiche delle ultime dichiarazioni fiscali emergono
tassi di irregolarità molto alti. Lo ammette lo stesso vice ministro Visco,
intanto a catalizzare l'attenzione sono i redditi dichiarati dai
gioiellieri: in Lombardia, ad esempio, gli orefici hanno dichiarato lo
stesso reddito di un maestro elementare.
Non solo, i proprietari di saloni per la vendita di autovetture
di Piemonte, Lazio e Campania, denunciano un reddito inferiore ai 16.000
euro, cioè simile al guadagno annuo di un operaio di Mirafiori, Cassino o
Pomigliano d'Arco. Al di sotto dei metalmeccanici anche la media di guadagni
dichiarata dai tassisti. Ma i paralleli possono proseguire. Un dentista in
Campania dichiara meno dei 25.000 euro di un poliziotto, mentre nel Lazio
arriva a malapena a un impiegato di banca (28.000).
I dati sono relativi alle ultime dichiarazioni, presentate nel
2005 dai contribuenti. E mostrano la geografia tributaria del popolo delle
partite Iva, che riserva molte sorprese. Gli incroci informatici hanno oggi
molte possibilità e i tecnici dell'amministrazione fiscale hanno elaborato
uno spaccato dei redditi di 50 categorie del lavoro autonomo, suddividendolo
per regioni.
I risultati appaiono chiari e certamente saranno tenuti in conto
per l'offensiva che il governo ha già preannunciato sul fronte
dell'evasione. E' un fenomeno imponente tanto che lo stesso vice-ministro
per l'Economia, Vincenzo Visco ha detto in Parlamento che ''vi sono province
e settori in cui i tassi di irregolarità superano il 50%, situazioni che
chiaramente richiedono un'attenzione particolare e la definizione di un
ordine di priorità per le iniziative di verifica".
Dalle statistiche sulle dichiarazioni presentate nel 2005
emergono subito i forti contrasti di un'Italia che si infiamma nella lettura
delle nuove aliquote Irpef e che discute di evasione fiscale. E - dal
pasticcere al notaio, dal pescivendolo all'avvocato, passando per sarti,
odontotecnici e parrucchieri, tassisti, lavandai e farmacisti - le
statistiche fiscali aprono uno scenario che talvolta sembra sfuggire anche
alla logica dei luoghi comuni.
Un pensionato sociale guadagna 500 euro al mese, ma - tirando le
somme - a dichiarare un reddito analogo, o inferiore, sono i tassisti del
Molise (in media 6.175 euro l'anno), i sarti in Puglia (4.048 euro annui), i
parrucchieri in Campania (6.332 euro), i pescivendoli del Trentino (3.742
euro l'anno), i ceramisti dell'Emilia Romagna (2.744 euro), i titolari di
autosaloni di Bolzano (1.073), i rivenditori di ricambi auto in Lombardia
(5.556 euro). In Calabria, sulle 50 categorie censite, sono ben 12 (dai
pasticceri ai pastai, dai sarti ai lavandai, dai fotografi agli ambulanti
dalle mercerie ai tassisti) quelle che denunciano ai fini Irpef guadagni
inferiori ai 6.700 euro l'anno, come o meno di pensionato sociale.
Ma la Calabria è la regione dove la maggior parte delle
categorie dichiara, in media, gli importi più bassi. I contribuenti autonomi
con i redditi più alti sono invece a Bolzano e Trento. Un esempio? Nel
trentino i notai, che sono gli autonomi che dichiarano di più in tutta
Italia, denunciano un reddito medio di 922.345 euro. La stessa categoria in
Lombardia - dove i prezzi degli immobili sono quel che sono e le operazioni
societarie numerose - dichiara sempre un'enormità, ma il valore è un terzo
più basso e si ferma a 629.406 euro.
A saltare agli occhi sono i redditi dichiarati dai gioiellieri:
la provincia con la media più alta è la Lombardia, dove gli orefici
dichiarano 21.533 euro l'anno, come un maestro elementare. In tutte le altre
regioni si scende, fino agli 11.990 euro della Calabria e passando per i
14.652 euro (meno di un metalmeccanico) del Lazio. Al confronto appaiono più
ricchi gli imbianchini che dichiarano 21.241 euro nel veneto e 28.455 euro a
Bolzano. E poi ci sono i tassisti, una categoria balzata agli onori delle
cronache negli ultimi mesi. Il loro reddito varia dai 6.145 euro dichiarati
in Molise ai 14.411 del Trentino, mentre i tassisti laziali, dove nei emsi
scorsi si è concentrata la protesta contro il decreto Bersani, dichiarano in
media 12.033 euro, in Lombardia 11.894. In pratica, si tratta di redditi,
che per il fisco valgono meno di un imbianchino calabro (12.519 euro).
fonte: miaeconomia
